mercoledì 28 ottobre 2015

Il Pil in Cina ha battuto le aspettative


L’’economia cinese si sta espandendo più velocemente rispetto alle previsioni degli economisti sul terzo trimestre, permettendo al premier Li Keqiang di mantenere a portata di mano il target del 2015.
Il Pil si è fermato sotto la soglia del 7%, precisamente a 6,9% nei tre mesi conclusi in settembre, secondo la comunicazione del National Bureau of Statistics, superando le aspettative degli economisti che prevedevano 6,8%. Il dato segna l’espansione più lenta dal 2009 e non scaccia i timori che possa trattarsi di una breve stabilizzazione prima di un più ampio decremento economico e dei mercati finanziari.
La forza nei servizi e nei consumi ha aiutato ad annegare i deboli dati sulla manifattura e sulle esportazioni, mettendo in luce una continua trasformazione della seconda più grande economia al mondo. Il ritmo di crescita del settore dei servizi ha accelerato a 8,4% nei primi 9 mesi dell’anno, mentre il settore secondario, che include appunto la manifattura, ha registrato un indebolimento fermando il tasso di espansione al 6%.
“E’ il momento di accettare che l’economia cinese non è guidata solamennte dai prodotti industriali e da investimenti su tipologie di asset fissi” ha dichiarato James Laurenceson, futuro direttore del Australia-China Relations Institute all’università di Sydney.
Il governo ha tagliato i tassi di interesse ben cinque volte da novembre 2014 e innalzato la spesa pubblica in infrastrutture al fine di mantenere la crescita in linea con il target del 7% stabilito per l’anno 2015.
I mercati non hanno risposto in modo spumeggiante, bensì lo Shanghai Composite Index ha chiuso praticamente invariato e il dollaro australiano si è rafforzato.
L’’output industriale nel mese di settembre è aumentato del 5,7% rispetto all’ultimo anno, comunque inferiore rispetto alle stime degli economisti che avevano in target il 6%. Le vendite retail sono aumentate del 10,9%, contro una stima del 10,8%.
La Cina ha effetti globali più che mai in questo periodo, con la Fed e la presidente Yellen che non hanno nascosto perplessità sulla situazione economica cinese che influisce sulle scelte future della banca centrale, nello specifico sul tema caldo di alzare o meno il tasso di interesse.
“L’impressione più ampia è che il rallentamento economico si sia fermato ma non ci sia ancora stata un’inversione di rotta”, ha dichiarato Shane Oliver, capo della strategia di investimento presso AMP Capital con base a Sydney.

1 commento:

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