mercoledì 4 novembre 2015

Qwant, il motore di ricerca anti-Google europeo

Google, si sa, è il padrone incontrastato del mercato UE dei motori di ricerca di cui detiene il 97%. Tuttavia pare che ci sia qualcuno che voglia fargli concorrenza e che quel qualcuno sia una società francese di nome Qwant, beneficiaria pochi giorni fa di niente poco di meno che di un finanziamento di 25 milioni dalla Banca europea degli investimenti (Bei) nell’ambito del programma comunitario per l’innovazione Horizon 2020.



Qwant – il cui nome fonde il concetto di “Quantity of Information” con quello di “Wanted Information” - è stata fondata nel 2011 da Jean Manuel Rozan e da Eric Leandri con l’obiettivo di introdurre qualcosa di diverso nel mondo dei motori di ricerca. Due sono i punti cardine di questa “diversità”:
  1. un algoritmo meno invadente di quello di Big G, che rispetti la privacy degli utenti e che garantisca la neutralità dei risultati
  2. un presentazione innovativa dei contenuti, con una home page che riporti a sinistra i risultati della ricerca sul web, a destra i link dei social network e al centro le notizie
Qwant è considerato un progetto franco-tedesco anche perché il gruppo editoriale Alex Springer, che da tempo vuole emanciparsi dalla dipendenza da Google, vi ha investito più di 5 milioni e ha acquisito una partecipazione del 20%.
Si prevede che la società sbarchi a breve (fine marzo 2016) anche in Italia, dove tenterà di sottoscrivere un ulteriore aumento di capitale. La proposta di investimento e di partnership industriale è infatti già al vaglio di grandi operatori del settore delle telecomunicazione nazionali e del credito, i settori per i quali l’attività di Qwant è più strategica.

Tuttavia, nonostante l’attenzione mediatica che si sta registrando in merito a questo progetto, la strada per il successo è ancora lunga. Come afferma infatti Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano “Se il posizionamento politico di questa iniziativa è chiaro non è altrettanto chiaro l'impatto che avrà sul mercato” e la modalità attraverso cui riuscirà a superare i tre ostacoli che ha davanti.
Qwant infatti dovrà essere capace di:
  1. diffondersi in un mercato iper concentrato dove Google ha spazzato via la concorrenza di player di buon livello come Bing (Microsoft) e Yahoo
  2. creare un algoritmo proprietario efficace che permetta di ottenere risultati di qualità e che tenga conto delle nuove modalità con cui gli utenti accedono alla rete (in primis da mobile)
  3. convincere gli utenti allo switch verso un nuovo ecosistema che ovviamente dovrà essere in grado di fornire non solo un motore di ricerca, ma anche una serie di servizi complementari come quelli offerti da Google oggi (e-mail, gestione delle campagne pubblicitarie,…)
La sfida non è semplice: ce la farà Qwant a imporsi come anti-Google europeo o ci troveremo dinanzi all’ennesimo flop?

1 commento:

  1. La Sig.ra MANECCHI Silvia la ha salvata della disonestà dei poveri africani assetati di denaro accordandomi un credito di 35000 euro su una durata di 5 anni affinché il mio sognati diventino realtà. Prego a tutti coloro che hanno potuto usufruire di questi servizi, di volere ritornare testimoniarne per permettere all'altra gente nella necessità, di potere trovare anche un ricorso affidabile. Vi lascio il suo
    indirizzo professionale: silvia19manecchi75@gmail.com

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