sabato 10 ottobre 2015

Twitter ci riprova con "Moments"


Se potessero, quelli di Twitter vi direbbero che il 2015 è stato un “annus horribilis” e se non dovessero ammetterlo, è solo perché stanno provando in extremis a raddrizzarlo.

L’immagine che emerge da una breve cronistoria dell’ultimo anno della casa californiana è tutto meno che rassicurante: dopo aver preteso la testa dell’ex CEO Dick Costolo, dimessosi sotto le pressioni degli azionisti il primo luglio di quest’anno, il board ha richiamato “ad interim” il founder Jack Dorsey, con l’intenzione di guadagnare tempo nella ricerca di un degno successore per guidare il social network dei cinguettii fuori dallo stallo dei 300 e poco più milioni di utenti attivi su base mensile. Il tutto mentre il titolo affondava in borsa, perdendo fino al 50% se si considerano le ultime 52 settimane.

Se questo non bastasse a definire lo smarrimento di Twitter, il quadro si completerebbe guardando al gap sempre più ampio nei confronti del primo competitor, Facebook, e al sorpasso sugli utenti attivi realizzato da Facebook stesso a mezzo della sua controllata Instagram, sempre ai danni del canarino azzurro, ridefinendo le gerarchie dei social network e raddoppiando la propria posizione ai primi posti delle principali telemetrie digitali.

Oggi Twitter gioca una delle sue ultime carte e sembra farlo rilanciando con un “all-in” in pieno stile Texas Hold-Em. Non solo infatti lancia “Moments”, una trasformazione radicale che dovrebbe ridefenire (o definire?) la posizione del social network nello spazio competitivo digitale ma lo fa tentando di costruirgli attorno tutta la solidità e la credibilità necessaria per essere davvero una mossa di rilievo: nominando Jack Dorsey CEO a tutti gli effetti, definendolo “il migliore è unico CEO possibile” per Twitter.

Ma che cos’è “Moments”?

Non dovevamo certo attendere Twitter per capire che una delle prossime terre di conquista per i giganti del web è nel mondo dell’informazione online, ovvero rendere i social l’unico punto di consumo di informazioni sia “private” (dalla rete di amicizie) che generaliste (dalla rete di contenuti di giornali, blog e media in genere).

La prima mossa l’ha fatta anche questa volta Facebook con i suoi “Instant Articles” e “Signal” (questo disponibile solo in US) e i “Moments” di Twitter dovrebbero ricalcarne l’idea generale, ovvero offrire all’interno del feed dell’utente una selezione di notizie legate a svariati argomenti, dall’informazione fino allo sport e all’intrattenimento. Una sorta di rassegna stampa veloce sponsorizzata da alcuni media partner di rilievo come, per citarne alcuni, il Washington Post, il NY Times, Mashable e Vogue. Oggi disponibile solo negli Stati Uniti dovrebbe essere rilasciato a breve anche nel resto del mondo.

Sarà questa la direzione giusta per il canarino smarrito?

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